Gran partecipazione di imprenditori della filiera edile oggi 9 novembre a Udine per chiedere ai parlamentari del Friuli Venezia Giulia di farsi portavoce a Roma della richiesta di abrogare l’articolo 10 del Decreto Crescita, che prevede la possibilità dello sconto in fattura per interventi di efficientamento energetico e antisismico.

Presenti i parlamentari Aurelia Bubisutti (Ln), Walter Rizzetto (Fdi), Renzo Tondo (Ar), Luca Sut (M5S), Roberto Novelli (Fi), Tatjana Rojc (Pd), Debora Serracchiani (Pd) e i capigruppo in Consiglio regionale Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia), Mauro Bordin (Ln), Cristian Sergo (M5S), Sergio Bolzonello (Pd) e la consigliera Mariagrazia Santoro (Pd).

«Vi chiediamo di farvi portavoce della nostra richiesta di abrogazione dell’articolo 10 del Decreto Crescita» perché «estremamente dannoso» per «la salute delle nostre imprese» e per «la fase di stallo che sta paralizzando interventi e investimenti da parte dell’utilizzatore finale».

È la richiesta, motivata, che oggi i vertici delle Associazioni di categoria Confartigianato Imprese Fvg, Cna Fvg, Api, Legacoop Fvg Produzione e Servizi e Confcooperative Lavoro e Servizi hanno consegnato ai parlamentari del Friuli Venezia Giulia, per un pressing su Governo e Parlamento, affinché si intervenga su una norma che sta strangolando il settore da quando è entrata in vigore, il 31 luglio 2019. Essa prevede la possibilità per il cliente di richiedere direttamente lo “sconto” in fattura per interventi edili legati all’efficientamento energetico e a operazioni antisismiche. Al contempo prevede per le aziende il rimborso sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in cinque quote annuali.  Sono 14.542 le imprese interessate in Friuli Venezia Giulia.

Accompagnati da molti imprenditori, a motivare la decisione di intervenire in forma congiunta con un documento dettagliato sulla questione c’erano Graziano Tilatti, Presidente Confartigianato Imprese Fvg, Nello Coppeto, Presidente Cna Fvg, Denis Petrigh, Vice Presidente Api Fvg, Enzo Gasparutti, Presidente Legacoop FVG Produzione&Servizi e Patrizia Fantin, Presidente Confcooperative Lavoro e Servizi FVG. L’intervento tecnico-introduttivo alle questioni poste dalla normativa relative all’Ecobonus e al Sismabonus è stato illustrato da Paolo Zorzenone di Confapi Fvg.

Presenti i parlamentari Aurelia Bubisutti (Ln), Walter Rizzetto (Fdi), Luca Sut (M5S), Roberto Novelli (Fi), Tatjana Rojc (Pd), Renzo Tondo (Ar) e Debora Serracchiani (Pd) e i capigruppo in Consiglio regionale Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia), Mauro Bordin (Ln), Cristian Sergo (M5S), Sergio Bolzonello (Pd) e la consigliera Mariagrazia Santoro (Pd).

La richiesta di cancellazione della norma è contenuta in un Documento comune in cui si elencano nel dettaglio le 8 ragioni che supportano la posizione, rispetto a una norma su cui, ricordano gli imprenditori, anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha espresso una posizione «di forte perplessità».

In sintesi (in allegato il Documento completo), le Associazioni di categoria evidenziano che la norma «scarica direttamente sull’impresa che dovrebbe eseguire l’intervento, azienda quasi sempre di piccole dimensioni, gran parte dell’onere finanziario derivato dal costo dell’intervento stesso».

La norma, prosegue il testo, genererà «un aumento dei prezzi al consumo», una domanda che «non potrà essere soddisfatta, generando un problema di liquidità non facilmente superabile». Inoltre, le detrazioni per le micro e piccole aziende «difficilmente saranno utilizzabili in compensazione» perché costrette a rinunciare ad acquisire commesse con conseguente riduzione di fatturato.

La legge, che a parole sarebbe orientata alla crescita, «non sostiene le piccole imprese private delle costruzioni» e potrebbero generarsi «effetti a cascata» se l’Agenzia delle Entrate dovesse contestare al cliente finale il diritto alla detrazione.

Non da ultimo, hanno scritto Confartigianato Imprese Fvg, Cna Fvg, Api, LegaCoop Fvg e Confcooperative Fvg, Ecobonus e Sismabonus rischiano di mettere in scacco le imprese rispetto al «Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza» entrato in vigore quest’anno. Esso richiede che le aziende dimostrino di saper far fronte ai propri impegni finanziari per i successivi 6 mesi, ma la cessione della detrazione dei bonus e il suo recupero in 5 anni «può pregiudicare il rispetto di questa previsione».

Fi, Fdi, Lega e Pd hanno assicurato impegno per abrogare articolo 10 alla legge con emendamento alla legge di Bilancio 2020 di imminente discussione in Parlamento. M5S ha anche ipotizzato il mantenimento della norma con rimborso dello sconto alle imprese nell’arco di «qualche mese» – contestato dalle aziende presenti -, attingendo al Fondo energia cui potrebbero accedere solo micro e piccole aziende.

Al termine, il Presidente di Confartigianato Imprese Fvg Tilatti ha ringraziato tutte le Associazioni di categoria che hanno deciso di unirsi per un’azione comune e «un grazie alla politica che oggi ha dato prova di volersi riavvicinare al mondo del fare». Di quel mondo della «piccola impresa che in questi anni di grande crisi ha continuato a tenere il sistema e non ha creato problemi».

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